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I soci scrivono
Elena Doni - Abbiamo Vent'anni
Paola Dorello - Ricordo del prof. Michele Misiti
Pina Salvatori - Carla Guglielmi
Mimmo Misiti - Cartolina Tasso
Salvatore Condoluci - Ombretta Nonno
Margaret Baker - Carissima Elena
Giuseppe Pagano - Un festoso arrivederci
Pina Salvatori - Pomeriggio musicale a casa De Benedetti
Sandra Simonelli - Rileggendo i vecchi diari
Elena Doni - Il saluto di Elena Doni
Aldo Li Castri - Che fine ha fatto Margaret?
Margaret Baker - da un'Amica del Tasso ... dall'Australia
Mimmo Misiti - Dedicato a M.Adelaide Garaguso Di Porto
Pina Salvatori - I Tassi dai De Benedetti per Ugo
Giorgio Blais - La mia sconsiderata passeggiata
Salvatore Condoluci - La scoperta di uno scultore: Luigi Masina

Abbiamo vent'anni
di Elena Doni
Proprio bella l'Aula Magna rinnovata grazie anche al nostro contributo. Il ritorno delle tende, mancanti da anni a tutte le grandi finestre, ora in velluto ignifugo di colore rosso cupo, ha avuto uno scopo non solo estetico ma anche pratico. Quello di neutralizzare il fastidioso rimbombo che si verificava quando l'Aula Magna non era del tutto piena. L'acustica e' stata poi perfezionata da un impianto di amplificazione sonora di buon livello: due altoparlanti da 250 watt, un mixer che permette di adattare il sistema alle condizioni di affollamento della sala, la possibilita' di completare il tutto con lettori di CD e DVD per ascoltare musica e conferenze registrate. Ed inoltre microfoni vari: compreso quello portatile, indispensabile in occasione di una grande riunione. Microfono portatile che ci ha fatto stare col fiato sospeso poco prima dell'inizio della festa. Quando era tutto pronto si va alla verifica: e il microfono portatile e' muto! Ansia terribile di Beppe Pagano che con la collaborazione di Raffaele sovrintendeva alla messa a punto dell'impianto:verifica di tutte le nuove apparecchiature... Finche' si e' capito che il problema dipendeva semplicemente dalla piccola batteria interna che si era esaurita.
Dobbiamo comunque ancora studiare attentamente la disposizione dei vari componenti per ottimizzare il sistema e lo faremo prima della ripresa autunnale.
Il 18 maggio l'appuntamento era per le 17,30. Abbiamo cominciato leggendo il saluto del Sindaco Veltroni ("Vengo sempre volentieri alle iniziative del Tasso, ma questa volta non posso esimermi da un impegno a Frosinone") e dando il benvenuto ad alcuni ospiti tra cui la dott.ssa Rosa Musto del Ministero della Pubblica Istruzione. Quindi breve discorso del Preside Acciavatti e poi lettura teatrale con Giacomo Piperno, Paola Gassman e Stefano Regard. Il testo era tratto da un lavoro del commediografo inglese Michael Frayn, intitolato "Copenaghen", nel quale s'immagina l'incontro, avvenuto nella Copenaghen occupata dai nazisti tra un grande fisico, Premio Nobel, Niels Bohr, per meta' ebreo, ed un suo allievo anche lui Premio Nobel, Werner Heisenberg, che lavorava per Hitler. Sia l'uno che l'altro erano alla ricerca dell'arma definitiva. L'atomica. Ma perche' Heisenberg ando' a Copenaghen? Cosa voleva dire o sapere da Bohr? Il lavoro di Frayn non scioglie l'enigma ma introduce il tema della responsabilita' etica nella ricerca scientifica.
Su questo tema - "Scienza ed etica" - era incentrata la tavola rotonda alla quale hanno partecipato tre illustri ex-allievi: Luciano Caglioti, professore di chimica e pro-Rettore dell'universita' La Sapienza di Roma (nonche' vice-presidente dell'Associazione Amici del Tasso), Domenico Misiti, chimico anche lui e Presidente dell'Ateneo Federato di scienze della Sapienza, Giorgio Capon, Direttore di ricerca all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, nonche' il prof. Carlo Bernardini, il grande fisico che ha conosciuto bene Enrico Fermi per esserne stato allievo per qualche tempo.
Ricordiamo ai nostri soci che quest'anno l'Associazione ha deciso di dedicare maggiore attenzione ad argomenti attinenti alle scienze, anche in conseguenza dall'allarme lanciato dalle universita' sul crollo di iscrizioni alle facolta' scientifiche. Tenuto conto del fatto che il Liceo Tasso ha avuto tra i suoi allievi diversi studiosi illustri in varie discipline scientifiche, gli Amici hanno deciso di istituire per l'anno 2007-2008 un premio per gli attuali allievi per una ricerca su un argomento scientifico.
Dopo la tavola rotonda abbiamo fatto un po' di "amarcord". Per ricordare quello che la nostra Associazione ha fatto nei suoi primi vent'anni - viaggi, visite a mostre o musei, conferenze, iniziative a favore dei giovani, tante allegre serate e tanti serissimi pomeriggi - Ettore Carrettoni, che disegno' la struttura, cioe' lo Statuto, entro la quale ci muoviamo, ha rinunciato ad elencare tutte le iniziative e ha preferito ricordare i valori e gli stimoli che ci hanno guidato in questi anni. Aldo Li Castri, primo presidente dell'Associazione, impossibilitato ad essere presente, ha affidato i suoi pensieri ad uno scritto che e' stato distribuito all'entrata e che possiamo inviare a chi lo richiedera'.
Ad un personaggio che era doveroso ricordare, Carla Guglielmi, intorno alla quale si coagulo' il primo nucleo dell'Associazione, ha dedicato un ritrattino affettuoso e sorridente Pina Salvatori; poi Stefano Vacca Maggiolini e Jimmy Polosa hanno raccontato aneddoti e scherzi degli anni passati, Paola Dorello ha letto un ricordo del prof. Michele Misiti, Amedeo Fago ha fatto un appello ai suoi compagni di classe che parteciparono alla gita in Grecia durante le vacanze di Pasqua del 1959. Lui giro' a suo tempo un superotto su quel viaggio e gli piacerebbe re-intervistare i ragazzi di allora.
A conclusione della festa per i vent'anni dell'Associazione e' stato poi offerto un brindisi con rinfresco da Giorgio Rao, uno dei membri del Consiglio Direttivo, in memoria del Padre, scomparso proprio vent'anni fa.
Salvatore Rao fu uno dei "ragazzi del '99", chiamati ad andare alla prima guerra mondiale anche se non avevano ancora compiuto diciott'anni. Torno' dal fronte dopo quattro anni con idee a quel tempo giudicate sovversive. Ebbe una delle prime tessere del partito comunista, fu partigiano durante la seconda guerra mondiale e, pur non essendo ebreo, si prodigo' per aiutare gli ebrei perseguitati.
Motivo per lui di particolare fierezza fu che il figlio frequentasse il Liceo Tasso: una scuola, diceva, che imponeva rispetto perche' dava a tutti la possibilita' di affermare se stessi. Ai figli di Mussolini come ai ragazzi che diventarono poi protagonisti della sinistra in Italia: Reichlin, Castellina, Squarzina, Curzi, Giglia Tedesco.
Il rinfresco e' stato organizzato con la consueta perizia da Bianca Pennino con la collaborazione della nostra tesoriera Alessia Tedeschi (tra un viaggio internazionale e l'altro della sua carriera in ascesa).
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Il Prof. Michele Misiti
di Paola Dorello
Festa del Tasso, 18 maggio 2007

Sono Paola Dorello, ex allieva del Tasso, e sono qui per ricordare a tutti voi il Prof. Michele Misiti, mio Professore di lettere in IV ginnasio. Premetto che la mia e' una testimonianza particolare o meglio "singolare" e confesso di aver avuto molti dubbi prima di accettare il gentile invito del Direttivo della nostra Associazione pensando che il ricordo di una studentessa quattordicenne, sbiadito dal tempo e forse lacunoso, avrebbe potuto non essere adeguato ad un incarico tanto impegnativo ma poi mi sono rassicurata al pensiero che tale ricordo sarebbe stato arricchito dalle testimonianze dirette dovute alla frequentazione ormai di piu' di mezzo secolo della comunita' dei Misiti. In effetti circa dieci anni dopo aver conosciuto il Prof. Michele Misiti sono diventata la moglie di uno dei suoi figli.
I Misiti al Tasso erano un'istituzione, i cinque figli del Professore avevano frequentato con continuita' le Aule del Tasso, sparsi ovunque e aumentati anche da qualche altro Misiti, cugino o comunque affiliato, in un lungo intervallo di tempo, sicuramente con continuita' dal 1935 al 1951 quando Mimmo, l'ultimo della serie prese la maturita'. La tradizione si e' mantenuta con alcuni dei nostri figli e sicuramente si manterra' a tempo debito con i nostri nipoti. I ricordi, scrive Corrado Alvaro si "esagerano col fiato" e sicuramente potro' anch'io incorrere in questa debolezza.
Ho avuto purtroppo per un solo anno, insieme a mia sorella Graziella, il Prof. Misiti come Professore per le materie letterarie nel lontano anno scolastico 1947-1948. Alla fine di quell'anno, nel mese di luglio, il Prof Misiti scomparve improvvisamente e prematuramente.
Il Prof. Misiti era arrivato con nomina ministeriale al Tasso nel 1934 trasferitosi dal glorioso Liceo Ginnasio Tommaso Campanella di Reggio Cal. Sto parlando di un intellettuale meridionale appartenente a quella generazione di Professori o meglio di letterati che nei licei avevano creato e conservato un patrimonio di cultura in modo aristocratico e riservato. La lista dei nomi di quei letterati e' lunga ed altrettanto illustre, molti di essi hanno avuto il riconoscimento accademico, altri sono rimasti nella scuola riconoscendosi piu' adatti a formare studenti piu' giovani di quelli universitari e pertanto piu' bisognosi di attenzione e di "scuola". Misiti era uno di loro insieme a molti altri che erano approdati al Tasso come l'italianista calabrese Giuseppe Petronio, il latinista Antonio Traglia, il filologo Antonio Maria Cervi, il matematico Michele Di Pierno, ecc. solo per ricordare quelli che ho saputo che avevano frequentazioni e stretti rapporti di amicizia con Michele Misiti.
Sin dal primo incontro con il Prof. Misiti tutti noi abbiamo avuto l'impressione di una personalita' fuori dal coro. Era un professore che nell'insegnamento aveva gia' un approccio moderno e ad ampio spettro. Si sentiva chiaramente che la sua passione era il greco e la cultura greca. I figli mi spiegarono che era orgoglioso di essere figlio della Magna Grecia e che si considerava un superstite di quella cultura e di quella filosofia. Sempre i figli mi raccontarono che il gioco inventato dal papa' e che si svolgeva di solito a pranzo, ahime' mai abbondante nei duri anni della guerra e del dopoguerra, era quello di derivare il maggior numero di parole una volta dato il prefisso greco. Avrebbe guadagnato una porzione maggiore il piu' bravo! Purtroppo, come Professore, amava fare lo stesso gioco anche a scuola non offrendo pero' alcun premio al piu' bravo!
Sin dall'inizio ci propose l'abolizione del registro ed il regime della valutazione collegiale e noi ci accorgemmo subito che era una svolta ma non a nostro favore. Gli studenti sono tendenzialmente onesti e fra loro sono piu' severi nei giudizi di quanto siano gli stessi Professori. Spesso divagava distribuendo le materie di insegnamento in modo non ordinato ma randomizzato. Non sapevamo mai quando e su quale argomento saremmo stati interrogati. Che stress !! Era una bella persona in tutti i sensi ed era anche non esente da qualche vanita'. Da buon meridionale, gentile con tutti e galante specie con le Colleghe, qualche volta arrivava in leggero ritardo affannato ed azzimato perche', ci confesso', amava prima di iniziare la sua giornata di docente di farsi radere e rinfrescare dal suo amico barbiere di Via Sicilia, l'unico a suo dire ad avere le capacita' da lui richieste. Preferiva ovviamente l'insegnamento del greco e del latino, adorava la letteratura italiana ma rivendicava l'importanza degli idiomi locali e si soffermava spesso sui suoi ricordi della Magna Grecia; si appassionava alla storia e cercava sempre di spiegarne le ragioni con un razionale attuale. Pretendeva, ed in parte ci riusci', di farci tradurre direttamente i classici dal greco al latino e viceversa. Capii piu' tardi che voleva trasmetterci il suo credo nella logica, in una logica con radici antiche ma sempre valida. Aveva un sacro culto della democrazia e, riferendosi alla sua origine greca, era un dato scontato. Mi ricordo che non era particolarmente incline all'insegnamento della geografia che allora faceva parte del programma, era convinto che la geografia potesse benissimo essere studiata direttamente sul libro di testo. Tutti noi eravamo altrettanto convinti che non fosse molto preparato in quella materia. Mescolava sempre la nozione all'aneddoto, raccontava spesso dei suoi figli che certamente in quegli anni difficili costituivano per lui un problema di sopravvivenza. Aveva anche l'abitudine di convocare in classe i suoi due figli minori, Mimmo e Mario, che frequentavano le classi superiori per interrogarli di fronte a noi sperando di fargli fare bella figura ma, al contrario, spesso riportava cocenti delusioni! Aveva sempre il sorriso sulle labbra anche quando doveva dare giudizi severi e spiacevoli.
Mi raccontarono che in poco tempo aveva avuto modo di farsi conoscere e di insegnare anche privatamente a tante persone sia a Roma che altrove e, non solo nella comunita' calabrese, che voi sapete assai numerosa, specie nella capitale. Mi raccontano Mimmo e Mario, e ho avuto modo di esserne testimone, che ancora oggi, nella loro vita di relazione, essi vengano avvicinati da personaggi illustri, magistrati, professori, politici e quant'altro che gli confessano di dovere molto a loro padre per averli aiutati a risolvere criticita' in momenti difficili del loro itinerario scolastico. Spesso nel mio quotidiano presente, maggiormente in quello passato, nelle discussioni a volte problematiche con i figli e a volte anche con gli amici ho sentito Mimmo ripetere, "mio padre diceva sempre" o, in alternativa, "mio padre mi ha insegnato"... e penso che suo padre era anche il mio Professore che in tanto poco tempo aveva avuto modo di indicarci un metodo di studio e una capacita' di analisi critica che personalmente ho ritrovato utili nel proseguo dei miei studi.
In effetti, come spesso capita, quando si vive un'esperienza non si riesce al momento a dare una valutazione esatta degli ammaestramenti che da quella esperienza derivano, ma, piu' frequentemente, questo avviene a distanza di tempo.
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Carla Guglielmi
Pina Salvatori
Devo premettere che non sono stata allieva di Carla Guglielmi. Se avessi avuto questa fortuna probabilmente non avrei fatto la scelta, sbagliatissima, di studiare medicina. Se fossi stata sua allieva avrei forse, come tanti, seguito le sue orme e ora affogherei nella bellezza, anche se delusa dalla vita. Insomma non mi sono mai ritorta sulla sedia, in classe, per seguirla con gli occhi camminare tra i banchi, magari gettando le basi di una futura artrosi cervicale. Non sono mai stata a Villa Ruffo. Non sono cioe' un'archeocara, come lei chiamava i suoi ex-allievi che per primi si riunirono nelle serate nel suo minuscolo appartamento della villa dove abitava con i suoceri, dopo la scomparsa del marito (in Russia, a pochi mesi dal matrimonio).
Ma lei, comunque, ad un certo punto ha scelto anche me e cosi' sono stata tante volte a Oggebbio e ho fatto con lei l'ultimo viaggio in Francia, quell'indimenticabile corsa nel Medioevo francese che ci porto' in posti altrettanto indimenticabili. E proprio a questo viaggio sono legati due dei tre preziosi ricordi che ho di Carla.
Arrivo a Nevers intorno a mezzogiorno. Fame nera, ipoglicemia a livelli di guardia. Una voce timida si leva: "Ricordiamoci che qui in provincia le boulangeries chiudono alle dodici". Gli occhi verde-azzurri si spalancano sulla faccia dell'incauta (forse ero io, sempre affamata): "Ma ricordiamoci che le CHIESE chiudono a mezzogiorno!". Visita in coma ipoglicemico, percio' una sorta di esperienza soprannaturale in stato di levitazione.
Il secondo episodio ci vede disciplinatamente in fila su un muretto alle porte di una cittadina, sempre sul mezzogiorno. Piccolissima chiesa, evidentemente antica e povera ma seduttiva a morte. Lei si avvicina, tenta la porta che naturalmente, a quell'ora, non si apre. Allora china il suo piccolo corpo leggiadro e incolla uno dei suoi famosi occhi al buco della grandissima serratura medioevale e studia il campo per qualche minuto. Quindi ci fa avvicinare, in fila indiana, e mentre noi guardiamo nel buco ci fa la sua famosa spiega. Affreschi, statue, pregiato altare di pietra. C'era tutto.
A Ravenna e' ambientato l'ultimo episodio che voglio raccontarvi: la visita al Mausoleo di Galla Placidia in una mattinata sfolgorante di sole. Ingresso del gruppo nella penombra fresca, attimo di pausa, poi Carla comincia a parlare con la sua voce ferma e senza vezzi. Alla fine della spiega alziamo ancora una volta gli occhi al cielo blu stellato d'oro del mausoleo. E a quel punto, da un angoletto, esce una creatura, giovane e carina, con l'aria spiritata, che poi si capisce essere la guida autorizzata, che si avvicina a Carla e, quasi genuflettendosi, le prende le mani e dice: "Signora, grazie signora, non ho mai sentito parlare cosi' del mio mausoleo!". Ce ne andammo orgogliosi e pensosi verso Sant'Apollinare.
Non la dimentichero' mai.
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Cartolina del Regio Liceo Ginnasio T.Tasso
di Mimmo Misiti

Caro Salvatore,
nel mio archivio ho trovato questo reperto storico del Regio Liceo..... Puoi inserirlo nel sito "Amici del Tasso"?
Un caro saluto
Mimmo
E' una cartolina che si trova a Scuola e in Associazione.
Quando l'ho trovata, molti anni fa, mi ha subito colpito la firma posta in basso che e' di Publio Morbiducci, importante artista romano con una ricca e varia produzione (medaglie, incisioni, sculture e pitture)
E' la foto di un gesso, secondo me, oppure di una fusione eseguita nei primi decenni del 1900, in occasione di qualche importante avvenimento del Liceo Tasso.
Per anni ho cercato l'opera originale, che sicuramente stava a scuola, ma non ho avuto fortuna.
Non esiste nei cataloghi e non esiste alla Scuola della Medaglia presso cui ha lavorato per anni.
SE QUALCUNO POSSIEDE IL GESSO O UNA FUSIONE FAREBBE COSA GRADITA INFORMARMI PERCHe' COSi' L'ASSOCIAZIONE E LA SCUOLA DELLA MEDAGLIA DI ROMA POSSONO FARE RIFERIMENTO ANCHE A QUEST'OPERA.
VI RICORDO CHE IN AUTUNNO LA SCUOLA DELLA MEDAGLIA APRIRA' UNA MOSTRA DI INTERESE NUMISMATICO E SARANNO PRESENTI ANCHE OPERE DI ARTISTI CHE HANNO LAVORATO ALLA SCUOLA DELLA MEDAGLIA.
PUBLIO MORBIDUCCI.... breve presentazione
Nasce a Roma nel 1899 e muore a Roma nel 1963.
Artista noto soprattutto per la statua del "Bersagliere" posta difronte alla Michelangiolesca Porta Pia. Seguace di Cambellotti e Romagnoli, giovane aiuto di Zanelli nel fregio dell'Altare della Patria, negli anni tra le due guerre realizza in marmo e bronzo monumenti a giovani eroi (marinai, soldati e atleti).
A Roma esegue anche opere di decorazione architettonica e di arredo urbano, tra cui la fontana del Viminale.
All'EUR, oltre ai Dioscuri che affiancano il Palazzo della Civilta' e del Lavoro, scolpisce un gigantesco bassorilievo dove si racconta la storia di Roma dalla fondazione al fascismo.
Pittore per una breve stagione nel clima della secessione romana, si dedica al disegno e alla xilografia per tutta la vita, collaborando per molti anni con la rivista "L'Eroica" e con le sue iniziative editoriali sul tema del sacrificio nella trincea. Autore di centinaia di medaglie e distintivi, e' considerato un innovatore della tradizione numismatica.
Nella moneta da 2 lire del 1923 codifica il logo del fascio.
Nel dopoguerra abbandona la monumentalita' per una ricerca piu' sommessa nell'universo del mito e dell'arte sacra.
In campo grafico elabora manifesti, cartoline e numerosi ex libris.
Provate ad aprire qualche sito che parla di Publio Morbiducci, lo troverete sicuramente interessante.
Ciao ciao
Salvatore Condoluci
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Ombretta Nonno
di Salvatore Condoluci

Il 3 agosto 2007 Ombretta realizza il suo sogno, si sposa.
Alunna del corso B, diplomata nel 1993, si laurea in Giurisprudenza ed oggi esercita l'attivita' di avvocato nel suo studio di via Tevere a Roma.
auguri ... auguri ... auguri ... auguri ... auguri
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Carissima Elena
di Margaret Baker
22 ottobre 2007
Carissima Elena, ti scrivo con un ritardo di cui mi vergogno: spero che mi perdonerai. Sono qui da tre settimane e ognuno di questi 21 giorni mi ha visto totalmente affaccendata con le prime cose essenziali che faranno parte della mia nuova realta'. Il momento per sedermi con calma e dedicarmi agli amici romani mi e' mancato fino a oggi; da due giorni soltanto sono entrata - ancora senza mobili! - in questa mia nuova casa (finora ero stata ospite di amici pazienti e disponibili).
Ma anche se non mi sono fatta viva finora ti assicuro che non e' passato un solo giorno in cui non abbia pensato a voi tutti. Mi e' difficile esprimere fino in fondo l'emozione che ho provato quella sera in cui con tanto affetto voi tutti mi avete festeggiata. Non avrei mai potuto immaginare che vi sareste presentati cosi' numerosi, cosi' affettuosamente vicini a me e - lasciatemelo dire - cosi' sinceramente dispiaciuti di dirmi arrivederci!.
Questa sera fara' parte finche' campo dei miei ricordi piu' preziosi. Grazie, grazie a te e a tutti; e ti pregherei di farti portavoce di questa mia gratitudine presso gli amici e gli Amici del Tasso in particolare.
La foto che mi ha mandato Mimi' Lojacono - e che finira' presto nella bellissima cornice - e' molto eloquente: si vede, credo, la mia emozione.
Le mie giornate sono state finora troppo piene di cose da risolvere immediatamente per pensare all'iscrizione all'AIRE (l'Associazione degli Italiani residenti all'estero), ma conto di farlo questa settimana e spero che il Console mi aiutera' a mettermi in contatto con la comunita' italiana. E chissa', forse c'e' qualche Amico del Tasso qui da coinvolgere nell'attivita'!
Mi faro' viva di nuovo non appena avro' qualche notizia piu' precisa. Intanto ti ringrazio commossa, e per il tuo tramite tutti, di quello che mi avete offerto.
Un caro abbraccio che viene dal cuore
Margaret
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Un festoso arrivederci a Margaret Baker Genovesi
di Giuseppe Pagano
"Lo sai che Margaret ha deciso di trasferirsi definitivamente a Brisbane, in Australia alla fine di questo mese?"
Chiacchieravo con la mia vicina di divano durante uno dei tanti incontri tra amici, nella ospitale casa di Elena Doni; la conversazione era vivace, in giro, ma la notizia fu subito captata e fu un susseguirsi di domande e di richieste di dettagli.
" E' cosi'.
Forse ha sentito il richiamo delle radici dopo tanti anni; la saluteremo, noi amici storici del marito, in una cena allegra, per darle un arrivederci "
E subito arrivarono richieste di potersi unire all'incontro. Margaret gode di larga popolarita' in Associazione; le sue conversazioni in casa Capon ed in Aula Magna durante le quali avevamo potuto apprezzare la sua simpatia, la sua cultura di musicologa e le sue doti di affabulatrice, hanno lasciato il segno.
E' stato mio compito organizzare la serata; i dieci amici della 3C 1951 (si,1951!) desiderosi di salutare Margaret al ristorante La Campagnola la sera del 19 settembre, erano diventati ventisei. Ventisei ex allievi del liceo Tasso.
Consentite, a questo punto, che io mi abbandoni, solo un poco, ai ricordi: sono stato per tredici anni vicino di banco e poi collega all'Universita' di Vittorio Genovesi, marito e compagno di vita di Margaret, loro testimone di nozze ed amico fraterno. Vittorio e' scomparso, prematuramente, nel 1997 ed era presente in spirito, quella sera.
Non tutti, tra gli intervenuti, sapevano la storia della vita di Margaret; conclusa la cena, le fotografie ed il brindisi, la abbiamo pregata di parlarcene. Sapevamo che valeva la pena ascoltare.
E' la storia di una bambina che viveva a Brisbane, in Australia, che vinceva concorsi di canto per l'infanzia e che
aveva in mente un sola cosa:
"Cosa vuoi fare da grande, Margaret?"
"Studiare canto ed andare in Italia..."
Detto e, dopo una ventina di anni, fatto.
La ragazza Margaret si imbarca per l'Italia e dopo un avventuroso viaggio in nave di quattro settimane approda nella Roma del 1956. Non conosce nessuno e deve naturalmente mantenersi: lezioni di inglese al Mary Mount e l'italiano che migliora rapidamente. Un inciso: adesso lo parla, lo scrive e lo legge come noi, congiuntivi inclusi. E poi: un periodo di studi e perfezionamento all'Accademia Chigiana in Siena dove incomincia a conoscere e a farsi apprezzare da persone importanti dell'ambiente musicale.
Inizia la carriera artistica con specializzazione indirizzata alle opere del periodo barocco ed anche di autori classici moderni, un repertorio non facile e raro per intenditori. Applaudite esibizioni e notevole anche la relativa discografia.
La vita prosegue, conosce Vittorio Genovesi e lo sposa felice: un matrimonio basato sull'amore, il reciproco rispetto e la comprensione, interrotto dalla avversa sorte.
Negli anni della maturita' Margaret si dedica all'insegnamento: cura il perfezionarsi della tecnica di giovani cantanti e ne porta molte al successo e all'affermazione.
Fa parte, in giro per l'Europa, di parecchie commissioni di concorsi di canto lirico.
Ecco, questa e' stata la vita di Margaret in Italia, come l'ha ricordata lei e alcuni amici che le vogliono bene, quella sera alla "Campagnola".
E' stato un arrivederci festoso e commosso, una serata di allegria e di amicizia. E voglio concludere appunto con le parole che Aldo Licastri, nostro presidente dei garanti e fondatore dell'Associazione, ha indirizzato a Margaret : "Noi, Amici del Tasso, che coltiviamo l'amicizia nata sui banchi di scuola, abbiamo verificato con te che il nostro messaggio ha superato i confini scolastici, forse anche grazie al nostro amico e compagno Vittorio Genovesi"
Giuseppe Pagano
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Pomeriggio musicale a casa De Benedetti
di Pina Salvatori
26 Gennaio 2008 ore 16.30
"Tutto quello che avreste voluto sapere sull'arpa e non avete mai osato chiedere"
HO PENSATO DI RIPORTARE IL TESTO INVIATO DA PINA SALVATORI PIUTTOSTO CHE TRASCRIVERLO.
Sono pagine che per le loro caratteristiche grafologiche evidenziano interessi musicali, necessita' di analisi, chiarezza nella conduzione delle sue idee e tanta voglia di conoscenza. Non manca un pizzico di anarchia.
Scusami Pina !!!
Salvatore Condoluci




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Rileggendo i vecchi diari
di Sandra Simonelli
T O R Q U A T O '62
(spettacolino del Tasso a.s.1961-62)
Rileggendo dei vecchi diari ho recuperato parte del copione degli spettacoli degli studenti del Tasso.
Torquato'62 era uno spettacolo di varieta', con la regia di Ettore Carettoni allora ex alunno del Tasso.
Nonostante non avessi nessun ruolo nello spettacolo, non so perche', ero una delle poche persone che Ettore non buttasse fuori a pedate, al grido di "Fuori gli intrusi!" percio' avevo seguito quasi tutte le prove e avevo imparato a memoria tutte le parti. Questa memoria da elefante mi permise di sostituire Silvia Carandini che si ammalo' prima delle sepliche serali.
Il cast comprendeva alunni ed ex alunni, tra cui Nino Di Virgilio che scriveva, leggeva e commentava poesie surreali, come in seguito avrebbero fatto Arbore e Boncompagni in "Alto gradimento", Daniela Quarta e Stefano Dorato cantavano canzoni scritte da loro, tra cui la mitica "Domitilla" e "Vermi e fantasmi" meglio nota come "I vermicelli"; Stefano Dorato con Massimo Oldoni e Gianni Epifani formavano "Il Trio dell'Arciduca", che suonava dei blues; il gruppo di Piero Fontana (batteria), Giorgio Carnevali (chitarra) e Massimo Oldoni, suonava una versione twist del "Tango delle capinere".
Franco Fusco, simpaticissimo ragazzo con una "erre moscia" incredibile che spariva soltanto se parlava rovesciando la testa all'indietro, si rivelo' un presentatore divertente e disinvolto. La mia ammirazione andava soprattutto a Vittorio Termini e Enzo Pantanella, che suonavano in modo perfetto Apache e The stranger degli Shadow.
Tra una chitarra e l'altra Lucio De Lellis, leggeva le poesie di Pre'vert e i fratelli Domenichini suonavano all'armonium Ciribiribin e un altro pezzo di cui non conosco il titolo ma che non ho mai dimenticato.
Leggi i tesi dello spettacolino.
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Il saluto di Elena Doni
di Elena Doni
Cari amici,
e' con grande piacere che do il benvenuto al prossimo Presidente che guidera' l'Associazione a partire dal prossimo autunno: Luciano Caglioti, professore di chimica e prorettore all'Universita' di Roma La Sapienza, collaboratore di vari giornali e autore di libri di divulgazione scientifica.
In questi due anni di mia presidenza ho cercato di dare all'Associazione due direttrici di marcia: una, gia' nota a tutti noi e praticata sempre con successo, consiste nell'offerta di uno svago intelligente: visite guidate, viaggi, conferenze. Le visite hanno riguardato come sempre musei, mostre d'arte, monumenti e sono state organizzate da Giuliana Romanelli, Flora Raspa e Paola Pesci con la collaborazione di Teresa Calvano
Regista dei viaggi e delle cene sociali e' stata invece Bianca Maria Pennino, insuperabile nell'ottenere la migliore offerta per il minor prezzo.
Tra le conferenze che hanno avuto maggior successo ricordo quella sull'Antartide, organizzata con la collaborazione del prof. Carlo Ossola del Museo Nazionale dell'Antartide di Genova, e quella su "Immagini dallo spazio, parole dal tempo", uno straordinario collage multimediale curato dall'ex-allieva prof.ssa Sandra Simonelli , dalla prof.ssa Rossella Casalino e dal prof. Marco Vincenzi.
L'altra direttrice di marcia e' stata invece quella che ci viene richiesta dal nostro statuto: concorrere alla riqualificazione e rivalutazione della scuola pubblica e fornire orientamenti agli studenti per inserirli al meglio nel mondo universitario.
E' stato cosi' deciso di organizzare un concorso per una ricerca scientifica, che si concludera' nel prossimo anno scolastico e di premiare gli alunni piu' meritevoli di quest'anno, proseguendo nell'iniziativa nata durante la precedente presidenza di Gianfranco Santese. Quest'anno abbiamo attribuito 15 targhe nominative con il rilievo della Quercia del Tasso. Di seguito potete leggere i nomi dei ragazzi premiati, tutti reduci con ottime classifiche da incontri nazionali come le Olimpiadi della Matematica o il Certamen Ciceronianum (e talvolta a piu' di uno in discipline diverse).
Sempre in materia di "riqualificazione e rivalutazione della scuola" abbiamo, nel corso della mia Presidenza, fatto dono alla scuola delle tende per l'Aula Magna: grandi tende in velluto ignifugo (le normative di sicurezza avevano eliminato quelle precedenti) che hanno notevolmente contribuito a migliorare l'acustica dell'ambiente. Le abbiamo "collaudate" in occasione della Festa del Ventennale, come potete leggere in altra parte del sito.
Qualche giorno prima della cerimonia della premiazione, avvenuta nell'ultimo giorno di scuola, c'era stata la nostra Assemblea al termine della quale abbiamo rivolto un saluto e consegnato un regalo al Preside Achille Acciavatti, che ci ha sempre dimostrato stima e disponibilita' a collaborare e che va ora in pensione: una stampa antica in cui e' rappresentata Villa Ludovisi, la splendida costruzione circondata da un parco che fu distrutto per far posto al Quartiere Ludovisi dove oggi e' situato il Tasso.
Tutte queste iniziative sono state rese possibili grazie alla collaborazione di vari Amici del Tasso, che in vario modo concorrono a tenere in vita l'Associazione. Tra i tanti vorrei ricordare:
Alessia Tedeschi, la nostra tesoriera, Giorgio Signani, rigoroso controllore del flusso dei soci, Salvatore Condoluci che cura la comunicazione, redigendo tra l'altro il programma che ricevete ogni due mesi e tenendo in vita il nostro sito, Mimma De Luca e Beppe Pagano che hanno collaborato con Santese nella selezione dei ragazzi da premiare.
E' stato realizzato un bel DVD della Festa del Ventennale. Chi lo desidera puo' richiederlo
TARGHE RICORDO AGLI ALUNNI CHE HANNO RAPPRESENTATO IL LICEO TASSO
IN GARE ESTERNE ED HANNO OTTENUTO BUONI RISULTATI
ANNO SCOLASTICO 2004/2005
ANNO SCOLASTICO 2005/2006
ANNO SCOLASTICO 2007/2008
CONVEGNO PIRANDELLIANO 2004-2005
Gabriella Cantalini, Arianna Di Pietrantonio, Federica Grosso
CERTAMEN CICERONIANUM 2004-2005
Aristide Paolo Cestaro, Susanna Risa
CERTAMEN VARRONIANUM 2004-2005
Giacomo Roma
CERTAME BRUNIANO 2004-2005
Tommaso Emiliani
CERTAMEN VARRONIANUM 2004-2005
CERTAME BRUNIANO 2004-2005
Marta Autore
CONVEGNO PIRANDELLIANO 2004-2005
CERTAMEN ROMANUM 2004-2005
Ame'lie Pisa
PREMIO GRINZANE CAVOUR 2005
2^ Classificata Ludovica Lanini
CERTAMEN HORATIANUM 2004-2005
5^ classificata Luce Lacquaniti
CERTAMEN ROMANUM 2004-2005
3^ classificato Francesco Carbone
CERTAMEN DELLA TUSCIA 2004-2005
Matteo Sardo, Silvia Irina Briganti
OLIMPIADI DI FILOSOFIA 2005-2005
Giovanni Mattei, Alberto Ernani Aglietti
CONCOURS DE POESIE 2005
PRIX GUGLIELMO MARCONI
Primo Premio Chiara Cosentino
CONCORSO DI POESIA 2005
"M.L. ALIBRANDI RACIOPPI"
Nicola Di Leo
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2004-2005
Squadra 2° classif. Selez. Regionale
Marianna Poullain, Marta Catalano, Antonio Capizzi,Michele Avagliano, Federico Battiston, Giovanni Grilli di Cortona, Riccardo Reale
Marta Autore*, Matteo Sardo*
CERTAMEN VITRUVIANUM 2005-2006
1^ Classificata Marianne Poullain
CERTAMEN ROMANUM 2005-2006
2^ Classificato Luca Mencarelli
CERTAMEN CICERONIANUM 2005- 2006
6^ Classificata
OLIMPIADI DI FILOSOFIA 2005-2006
3^ Classificata Luce Lacquaniti
OLIMPIADI DI SCIENZE 2005-2006
6^ Classificato Lorenzo Giannini
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2005-2006
Squadra 5^ classif. Selez. Regionale e 1^ dei Licei Classici
Marta Catalano, Giuliana Diletta, Valeria Nicoletti, Federico Battiston, Riccardo Reale, Carolina Clementelli, Suhail Giovanetti, Antonella Guarino, Marianne Poullain
PARLAMENTO EUROPEO DEI GIOVANI 2006
Squadra vincitrice Selezione Nazionale
Martina Di Pirro, Gabriele Motta, Annalisa Buscaini, Chiara La Cava, Marco Alesini, Matteo Vizzani, Tommaso Accinni, Benedetta Braccini
Mariapia Peprah, Maria Beatrice Zazzara
CERTAMEN HORATIANUM 2007- 2008
5^ classificata nazionale
Giulia Virgilio
CERTAMEN LATINENSE 2007-2008
2^ classificata
Silvia Pianta
CERTAMEN DELLA TUSCIA 2007-2008
8^ classificato nazionale
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2007-2008
Michele Avagliano
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2007-2008
Squadra 1^ class. Selez. Regionale e selez. individuale
Marco Baldovin
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2007-2008
Squadra 1^ class. Selez. Regionale e selez. individuale
Caterina Cenci
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2007-2008
Squadra 1^ class. Selez. Regionale
Marco Alesini, Ludovica Castiglia, Andrea Saverio Ninarello, Dariush Khaleghi Hashemian, Cosimo Verre
OLIMPIADI DI MATEMATICA 2007-2008
Squadra 1^ class. Selez. Regionale
OLIMPIADI DI SCIENZE NATURALI 2007-2008
Marta Catalano
OLIMPIADI DI SCIENZE NATURALI 2007-2008
Selezione Regionale
Veronica Tondi
OLIMPIADI DEL PATRIMONIO 2007-2008
Squadra 5^ class. Selez. Regionale
Giuliano Caracciolo, Daniele Esposito, Gaia Tascioni
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Che fine ha fatto Margaret ?
di Aldo Li Castri
Cara Margaret Baker,
e' ormai passato un anno da quando ci dicesti" arrivederci a Brisbane" e non ho ( non abbiamo tue notizie); spero che cio' sia dovuto al tuo completo inserimento nella Tua di nuovo Patria, dalla quale partisti giovanissima per portare il dono della Tua professionalita' e della Tua sensibilita' a noi del vecchio mondo, a Roma, e poi con Vittorio al Liceo Tasso e tra gli Amici del Tasso.
E' troppo sperare che la rubrica " I soci scrivono" possa farci avere tue notizie? Io ci credo e Tu?
A presto,
Aldo Li Castri
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Da un'Amica del Tasso....dall'Australia
di Margaret Baker
Caro Aldo, cari Amici,
rispondo alla tua dolcissima gomitata, Aldo, tipo 'ma come mai non ci hai dato le tue notizie?', ed eccomi, con il capo cosperso di cenere, a salutarVi tutti e per dirVi qualcosa della mia vita qui in Australia.
Questa mail mi e' arrivata praticamente all'anniversario di quella meravigliosa serata in cui mi avete salutata dicendomi 'arrivederci' (mai addio!) Difatti, martedi' prossimo, 30 settembre, fara' esattamente un anno che sto qui. Mi sembra impossibile: i ricordi romani sono indelebili, e' chiaro, ma mi sembrano anche recenti! Quest'anno e' stato un anno paragonabile a quello remotissimo, il mio primo anno in Italia, in quanto c'erano tante cose diverse con cui familiarizzarmi, tante reata' diverse cui abituarmi. Naturalmente e' stato piu' facile di allora - non c'era la difficolta' iniziale della lingua (mi ricordo che nei primi tempi a Roma tornavo a casa dopo una giornata passata fuori con la testa che mi rimbombava!) - ma c'erano lo stesso tante impressioni nuove ad assalirmi.
E tanto lavoro! Non so quanti di voi abbiano emigrato (o si dice siano emigrati?) da un continente all'altro: io l'ho fatto due volte. Non e' facile, vi assicuro. Ma adesso posso dire che ho ritrovato la mia patria di prima, senza perdere quella acquisita. Ne ho due - sono fortunata.
Comincio col descrivere dove abito e come:
(penso di avervi detto che avevo gia' acquistato l'appartamento mentre stavo ancora a Roma, e questo ha facilitato il mio inserimento fisico nella citta'.) Il quartiere si chiama New Farm, potete trovarlo se volete su Google Earth; e' bello, tranquillo, alberato. E' un quartiere considerato 'inner city', ma residenziale, senza la confusione che il centro comporta. A casa mia si sente il canto degli uccelli, che adesso che e' primavera qui, stanno nidificando nel giardino dietro la casa (dove c'e' una piscina.) C'e' pure una famiglia di waterdragons - lucertoloni (innocui) che assomigliano a dinosauri in miniatura, ma loro non emettono rumori. E se ne fregano di noi - sono loro gli abitanti originali di questo terreno, e stanno li' al sole con aria di superiorita'. La casa si rivela perfetta per le mie esigenze; e' grande per una persona, comoda. Ci sono solo sei appartmenti in questo palazzo, e i vicini sono uno piu' carino dell'altro, pronti ad aiutare, se no discretissimi. Il trasporto pubblico funziona, gli autobus marciano normalmente in orario, poi a trecento metri c'e' una fermata dei catamarani (chiamati qui col nome divertente di CityCats): simpatici mezzi di trasporto fluviale, tant'e' vero che ho deciso di non comprare una macchina, ma di servirmi del trasporto pubblico e dei tassi', come da anni facevo a Roma - atteggiamento ecologicamente positivo, converrete! e reso possibile dalla vicinanza di casa mia con il centro della citta'.
Le passeggiate nei dintorni si fanno attraverso zone verdi costeggiando il fiume, oppure addirittura sopra il fiume, su una passerella galleggiante per pedoni e ciclisti che segue il percorso del fiume per parecchi chilometri: arrivo in centro in una mezz'ora, camminando sopra l'acqua - non esattamente come Gesu', ma con vivo piacere: il fiume e' largo, maestoso, bello. L'aria e' pulita, ed e' magico verso la sera quando il sole tramonta dietro la City e le luci cominciano ad accendersi nei grattacieli dall'altra parte del fiume. Avrete capito che il fiume e' un elemento magico nella vita mia, e in quella di tutta Brisbane, del resto.
Per i primi mesi mi sono mossa pochissimo nel mondo della musica: a dire il vero, ho finito ogni giorno stanchissima (ahi, le scatole! ahi, la sistemazione di tutto!) ma da qualche tempo mi sono arrivate proposte interessanti e piacevoli. Qui fanno tanti concorsi di canto, e sono gia' stata in giuria di quello piu' importante per la musica vocale da camera (ricorderete, forse, che questo e' un campo che mi ha sempre interessata), e altri ancora sono in programma per il futuro, a Sydney e Melbourne, non solo a Brisbane. L'anno prossimo si prevede una collaborazione piu' stretta con il Conservatorio qui. Percio' posso considerarmi reinserita nella professione, e questo mi fa piacere: non mi sentivo pronta per la pensione.
Mi sono iscritta nel'AIRE, e ho regolarmente votato nelle ultime elezioni, ma finora non ho trovato modo di frequentare la comunita' italiana, e questo mi dispiace - salvo una serata natalizia, dove si e' esibito il Coro Verdi, che festeggiava i cinquant'anni dalla fondazione, e in cui cantavano alcuni tenori che erano membri sin dal'inizio. Serata bellissima e commovente. Adesso che questo primo anno, dedicato soprattutto al mio inserimento qui, e' passato, dovro' darmi da fare.
E voi? I piani per la 'capatina in Australia', a che punto sono? Non vorrei avere tracciato un quadro troppo positivo - i problemi economici e sociali ci sono anche qui - ma e' un bel posto, e vorrei vedervi qui un giorno. Datevi da fare!
Beh', avete voluto che Una Socia Vi Scrivesse. Siete autorizzati a tagliare, ad accorciare quanto volete di questa mia missiva, ma scrivendovi ho avuto la sensazione, bellissima, di esservi molto vicini.
Un abbraccio da lontano, e con tanto affetto
Margaret
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Dedicato a M.Adelaide Garaguso Di Porto: qualcosa di personale
di Mimmo Misiti

Giorni fa è venuta a mancare M.Adelaide Garaguso, per lunghi anni Professoressa al Liceo T.Tasso. Chi come me l’ha avuta come Professoressa la ricorda con l’affetto dovuto ad una insegnante brava e paziente e nello stesso tempo seria e severa. Aveva superato i cento anni di età e solo ora mi rendo conto che quando negli anni 46-47 e 47-48 l’abbiamo avuta come Professoressa di materie letterarie al Ginnasio non aveva ancora quarant’anni, ma la sua autorevolezza e serietà ce la proiettavano già come una figura consacrata e mitica, ancora più avvalorata dalla sua caratteristica “frezza bianca”. Era un’amica di famiglia o meglio era molto amica di mio padre con il quale era complementare nell’insegnamento nella sezione C, nel senso che ognuno di loro due portava a termine un biennio del Ginnasio. Mio padre aveva fortemente voluto che scegliessi la sezione C proprio perché, così diceva, “la Sig.ra Adelaide mi avrebbe insegnato cose che non ci sono nei libri”. Il primo giorno di scuola della IV° ginnasio lei mi chiamò da parte e con dolcezza ma con altrettanta determinazione mi apostrofò “non credere che poiché sono amica di Michele, tuo padre, avrai un trattamento privilegiato, al contrario avrai un doppio controllo: se a scuola le cose non vanno bene a casa ne saranno subito informati.” In realtà rimasi subito ben impressionato dal suo sistema di insegnamento, colto, reale ed essenziale. Non avevo una grande fantasia e lei mi suggerì argomenti di riflessione e di interesse che sono entrati a far parte del mio patrimonio culturale ed anche umano. Certamente questo era l’aspetto più profondo della sua personalità e del suo insegnamento. La vicinanza e l’affetto per il marito, un medico bravo e generoso, la rendevano consapevole delle sofferenze e del malessere sociale. Aveva sofferto insieme a lui la scellerata avventura della discriminazione razziale e ne era riuscita arricchita e più forte. Io credo che aldilà dei suoi innumerevoli ed encomiabili meriti didattici conquistati con saggezza e pazienza nei riguardi di studenti spesso poco attenti, ella considerava l’insegnamento come una missione umanitaria finalizzata a mettere in luce capacità spesso non evidenti ed amava ripetere che in ospedale ci vanno quelli malati con un avvicinamento fra malati da curare e studenti con qualche carenza. Nel nostro percorso didattico dal IV° al V° ginnasio la ricordo più rispettata che amata, ma, nessuno di noi ha mai accennato a comportamenti ingiusti o autoritari da parte sua: se prendevamo 4 o 5 voleva ben dire che l’avevamo meritato e sapevamo anche che ci sarebbe stata data l’opportunità di riparare. Ricordo quegli anni come si ricordano gli anni dell’adolescenza, un po’ spensierati e un po’ malinconici, con la scoperta di valori veri, in cui si fanno amicizie che restano e che contano, il ricordo va a Peppe Pagano, a Giorgio Gargano, a Mario Contaldi, ai compianti Luigi Sandulli, Vittorio Genovesi e Guido Moriondo, amici cari con i quali era sempre occasione di festa ritrovarsi. Al termine del V° ginnasio, siamo a luglio del 1948, ho perso mio Padre e al suo funerale incontrai una Garaguso non più Professoressa ma amica, commossa e partecipe. Mi abbracciò dicendomi, tuo padre era un grande e insostituibile amico, cercherò di sostituirlo se ne avrai bisogno nel proseguo dei tuoi studi. Ne ho fatto tesoro e quando al Liceo, qualche anno più tardi, zoppicavo in qualche materia letteraria ricorsi a lei per consigli che mi aiutarono molto a superare le difficoltà del momento. La mia famiglia è rimasta a lungo legata alla famiglia della “Garaguso” sempre così generosa ed affettuosa. Mio fratello Lello giovane medico fu aiutato nei primi passi della pratica medica dall’esperienza del Dott. Di Porto con il quale condivideva oltre che la pratica medica anche l’impegno sociale e, mia madre nella sua dolce semplicità si rivolgeva spesso a Lei per qualche consiglio per gestire quei suoi 5 figli in anni per noi difficili. Vorrei chiudere questa pagina di ricordi immaginando più che sperando che nella nostra scuola ci siano ancora tante, tante “Professoresse Garaguso”!.
Mimmo Misiti
Roma, 30 maggio 2009

I Tassi dai De Benedetti per Ugo
di Pina Salvatori
Siamo al14 di marzo del 2010 e non so quante volte in pessimo aspetto ho scritto questo incipit del racconto della festa che è l’incontro con Ugo Fragapane per sentirlo parlar di musica.
Questa volta superando la decennale resistenza al mezzo ve la scrivo in modo leggibile per tutti. Così Condoluci sarà più sereno.
Siamo molti, una trentina ma Rosanna ha trovato una sedia per ognuno e Ugo è sempre più simile ad un poeta biblico assorto sul suo sgabello al posto di manovra.
Enuncia con molta semplicità che per raccogliere le venti canzoni in gara per il Festival di SAN ROMOLO unica edizione ha ascoltato 450 composizioni coprendo un periodo che va dal ‘200 al’400.
Le ha scelte con amorosa cura e ora ce le propone con brevissime introduzioni e scheda per votarle.
Lento lavorio di comprensione da parte dell’uditorio decisamente perplesso e si comincia…
Come sempre con Ugo per quel che mi concerne l’incantesimo arriva subito. Dopo la prima, “Palestina Lied”un canto marziale tedesco fino allo stremo, forse crociato o così mi piace pensarlo minaccioso e triste ad un tempo, insomma bellissimo che è piaciuto a pochi perché troppo Werhmacht come ha sussurrato la Doni ma che io ho votato con il massimo, Ugo ha sgranato le altre diciannove con alterne vicende di successo.
Io la gente, anche la più amata come gli amici del Tasso, evidentemente la capisco poco perché l’altra canzone che mi ha rapito cioè adire la spagnola “Sañora Porfìa” uno struggente ma virile lamento del Moro archetipico che vede avvicinarsi le implacabili insegne cristiane nelle pianure spagnole. Moschee bruciate, minareti travolti e La Vergine Maria trionfante alla testa dei vincitori, ha lasciato tutti freddini.
La vittoria,coerentemente, è andata all’ultima canzone del ‘700 devo dire deliziosa con titolo inglese “To the Mountains” che, per dirla con una conduttrice del terzo programma RAI che sostiene di occuparsi di musica alle sei del mattino, ORECCHIEGGIAVA Mendelsshon. Il compositore era un benemerito Boemo.
Tutte le altre, si è capito subito, bastava sentirle per la seconda volta e amarle ,sempre nel mio modo eccessivo e inappellabile.
Comunque quello che conta è che Ugo è fresco come una rosa e che è nostro assoluto diritto aspettarsi da lui ulteriori e indicibili meraviglie.
La vostra amica Pina
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La mia sconsiderata passeggiata
di Giorgio Blais...........CLICCA QUI


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